
| Progetto | MAAD – Music and Art Dialogues | |
| Serie | ArtCafé | |
| Data | 19 febbraio 2010 | |
| Location | Sei Come Sei - Monfalcone |
La selezione di ArtCorner per l’esposizione “Incontri” incuriosisce il visitatore per l’eterogenea raccolta di lavori riunita in questa sintesi delle opere dei due autori. I pittori protagonisti della mostra sono di formazione radicalmente diversa: Langella, giovane autodidatta, è alla sua terza esposizione e la ruvida plasticità delle figure antropomorfe emerge dallo sfondo di una più evidente padronanza per i distesi orizzonti spaziali. Babich, altrettanto giovane ma di formazione accademica, ha già alle spalle diverse esposizioni e ha partecipato con successo a premi e concorsi d’arte. Il possesso della tecnica acquisita si esprime nella tessitura cromatica e sfumata dei drappeggi e nella sicura definizione anatomica che caratterizza i personaggi di questa selezione.
Il titolo dell’esposizione vuole sottolineare la forte necessità di comunicare, mettendo in contatto diverse esperienze e diverse realtà ma anche la volontà della curatela di accostare lavori differenti sia per tecnica espressiva che per esperienza pittorica. Nei due lavori a soggetto antropomorfo di Langella, l’introspezione assume una forza così intensa da diventare annullamento dell’espressione, i visi diventano sagome, alla ricerca di un contatto che si esprime poi nettamente nella tela che ritrae la coppia di figure umane. I due corpi – asessuati ma non per questo privi di tensione emozionale – sembrano sussurrarsi parole intense, in un’intima complicità. Ci sono vuoti da riempire, metaforici – e non soltanto – vuoti spaziali da colmare, attraverso il compimento di un percorso, il cui valore può rendere lo spazio vuoto, carico di contenuti. I quattro horizon su legno sembrano esprimere l’esigenza di prendere le distanze dalla realtà, dal mondo, per guardarlo in modo oggettivo. Sono soggetti che trasmettono una concreta profondità spaziale e promettono, allo spettatore, all’artista e al viandante, il valore di un incontro, valore in grado di riempire di significato la distanza rappresentata.
Le tele di Babich colpiscono per la scelta dei soggetti – c’è più ironia o stravaganza nella silhouette transgender della “Regina di Fiori”? – ma anche per le originali e stranianti ambientazioni – ci siamo dentro anche noi visitatori nell’acquario di “FishAirMan”?
Non possiamo poi non notare come nella serie “Taurus”, Babich metta di fronte l’uomo e il cosmo in un incontro dalle infinite potenzialità e contraddizioni, accostando alle sue figure uno dei simboli zodiacali più rappresentativi dell’elemento terra e della sua fissità. Merita poi particolare attenzione la tela de “Il Roscio” perché capace di trasmettere con forza il senso del movimento – con ruvidi accenni a linee di manieristica memoria – in una compendio di scelte tecniche e cromatiche che danno a questo quadro un impostazione tecnica, al tempo stesso, classica e moderna.
Presentazione di Cristian Lanza