
| Progetto | MAAD – Music and Art Dialogues | |
| Serie | ArtCafé | |
| Data | 22 gennaio 2010 | |
| Location | Sei Come Sei - Monfalcone |
La linea stilistica delle opere selezionate da ArtCorner per ”IMPRINTing” segue un percorso segnato in modo netto da un’esigenza condivisa dai due autori: manifestare il senso di utilità che l’arte può offrire quando diviene strumento per comunicare ciò che era inesprimibile in altro modo.
Le brevi note biografiche dei due artisti confermano la necessità di dedicare alla pittura un importante parte di se stessi, quella altrimenti tenuta nascosta, in un luogo più sicuro quanto più distante dalle relazioni sociali convenzionali e dai modelli individuali più conformisti. Non è un caso che Miss May e Codiglia siano legati da un comune approccio alla pittura: ambedue infatti sono pittori autodidatti avvicinatisi all'arte in periodi diversi della propria vita ma con un'energia dalla forza e dall'intensità molto simile.
Le cinque tele di Miss May colpiscono sia per la forma dello spazio che racchiudono – strette e lunghe, rettangoli che possono essere considerati quasi fessure, aperture verso il mondo di fuori – sia per la presenza dirompente di figure vibranti di veemente femminilità. La femme di Miss May è trasfigurata nella sua forma, stilizzata e forte anche di una rappresentazione che si fonda sia sull'utilizzo dei colori primari (Ghostgirl), sia sul tratteggio di una carnalità e di un corpo fiorente nelle forme ma, almeno all'apparenza, decaduto nella compostezza. Taglia come una lama di ceramica la ragnatela di graffi disegnata sulla schiena della figura che da un remotissimo paesaggio niveo volta le spalle allo sguardo esterno (To Deserve). Nella piccola selezione di opere trova spazio anche una citazione autobiografica dell'autrice, che appare forte di uno sguardo stanco ma colmo di vita intensa e in grado di attrarre il visitatore con magnetica suggestione (Feeling Old). Osservandolo ci si potrebbe chiedere: “ma ci si sente davvero vecchi con uno sguardo così?”.
I lavori di Codiglia colpiscono per la forza luminosa dei colori e delle figure di contorno (di fantastico stile Nippon le quattro rose di Alterego) e offrono una breve panoramica degli stili sperimentati dall'artista. Le due tele di soggetto non figurativo (Codici cromatici e Senza titolo) trasmettono un evidente senso del movimento – è denso il tratto, trascinata la punta del pennello che sembra ancora muoversi, riportando ad una dimensione tangibile percorsi emotivi (de)codificati - pur affidandosi ad una ristretta tavolozza cromatica. Travolge infine per l’ordine nella composizione figurativa e per la mattanza di colori l’Iconoclasta, colpisce la scelta dei tagli nella forma, la definitività delle evidenti e inesorabili coperture, colpisce perché in questa tela si manifesta il contrasto profondo tra il sentimento d’odio verso le icone che sprigiona dalla tela e il crocifisso, una tra le icone universali della nostra cultura.
Presentazione di Cristian Lanza