
| Progetto | MAAD – Music and Art Dialogues | |
| Serie | ArtCafé | |
| Data | 18 aprile 2010 | |
| Location | Sei Come Sei - Monfalcone |
La sesta sessione organizzata da ArtCorner per il progetto MAAD ospita alcuni tra i lavori di due artisti di evidenti capacità e conoscenze tecniche. Le opere esposte formano un insieme coerente, una serie di visi e corpi che si contraddistinguono per essere soggetti e oggetti estetici permeati di grande sensualità.
Modelli iconografici molto attuali sono i visi proposti dalla Stabile, volti viventi dai quali sgorgano impetuosi occhi brillanti di vita. Prototipo di una nuova femminilità postmoderna è la donna esaltata da Marega che nel suo potente languore ci suggerisce chiari elementi di voyeurismo contemporaneo.
Per apprezzare i lavori di Maja Stabile il limitarsi al solo guardare è insufficiente: occorre avvicinare gli occhi e lasciare che si abituino a comprendere il minuzioso lavoro di resa delle sfumature, di scelta dei toni di contrasto nell’impeccabile lavoro chiaroscurale. La tecnica iperrealista è evidente e divampa grazie alla consapevole scelta dei soggetti: fiammeggiano gli sguardi proposti, ardono gli occhi, gemme incandescenti in una corona di espressioni che i lineamenti regolari o le rughe espressive esaltano e valorizzano. E’ un iperrealismo che si collega al mondo del cinema e alle sue icone, che chiama in causa modelli di bellezza in linea con i canoni contemporanei ma che nella scelta della matita e quindi del bianco e nero limita, pur valorizzando, il rischio di una ridondanza di bellezza, potenzialmente generato dalla scelta dei colori.
Nelle foto elaborazioni proposte da Marega la sensualità dello sguardo lascia spazio ad uno sguardo ostentato in altro modo. L’esibizione in questi lavori nasce per opposizione: la sua donna si nasconde sotto gli occhiali da sole, è aggressiva ma imprigionata, è rinchiusa da fasce che tentano di trattenere la sua dirompente femminilità. Una donna ipermoderna, la cui immagine è consueta di questi tempi. La tecnica usata – fotografia con elaborazione manuale e digitale – lascia spazio all’immaginazione attraverso l’invito a completare l’immagine offerto al visitatore: i contorni non delineati contengono in sé stessi un’incompletezza e una dinamica indeterminatezza che richiama – anche se con modalità tecniche e di resa radicalmente diverse – gli impareggiabili effetti della tecnica dello sfumato.
Presentazione di Cristian Lanza